Pignoramento dello Stipendio.

maggio 3rd, 2012

Il Pignoramento dello Stipendio.

Il pignoramento del quinto dello stipendio è la trattenuta a monte del guadagno (dello stipendio di un lavoratore dipendente o pensionato) a causa di motivi civili e giudiziari.

Oggetto del pignoramento del quinto dello stipendio ad esempio può essere un cattivo pagatore che non ha corrisposto al creditore soldi dovuti,conseguenze di un debito erariale,mancata corresponsione dell’assegno mensile per il mantenimento della propria moglie e dei propri figli.

Il pignoramento di un quinto dello stipendio diventa esecutivo dal momento in cui il debitore non rispetta il termine ultimo previsto dal decreto ingiuntivo del giudice.

Ricordiamo che il pignoramento di un quinto dello stipendio è diverso dalla cessione del quinto di stipendio per il semplice motivo che il pignoramento è un atto coercitivo dell’autorità giudiziaria,mentre la cessione è concordata tra il debitore e la banca con un contratto.

Ricordiamo comunque che la cessione dello stipendio è consigliata solamente nel caso di necessità impellente perchè i tassi medi sono all’incirca attorno al 14% mentre il tasso soglia è attorno al 23 %.

Impignorabilità degli stipendi.

Art.1 della Legge 180/50 – DEL SEQUESTRO, DEL PIGNORAMENTO E DELLA CESSIONE DEGLI STIPENDI SALARI E PENSIONI
La legge parla a proposito dell’ Insequestrabilità, impignorabilità e incedibilità di stipendi, salari, pensioni ed altri emolumenti del debitore.
La legge dice che non possono essere sequestrati, pignorati o ceduti, salvo alcune eccezioni ( che vi mostreremo nei prossimi articoli) gli stipendi dei lavoratori, i salari, le paghe, le mercedi, gli assegni, le gratificazioni, le pensioni dei pensionati, le indennità, i sussidi ed i compensi di qualunque tipo che lo Stato, o le province, i comuni, le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e qualsiasi altra società o ente o istituto pubblico sottoposto a tutela, o anche a sola vigilanza dell’amministrazione pubblica e finanziaria  (comprese le aziende autonome per i servizi pubblici municipalizzati) e le imprese concessionarie di un servizio pubblico di comunicazioni o di trasporto corrispondono ai loro impiegati, salariati e pensionati ed a qualunque altra persona, per effetto ed in conseguenza dell’opera prestata nei servizi da essi dipendenti.
Nel personale dipendente dallo Stato (il Governo) è compreso anche- il personale dipendente in ambiti politici dal Segretariato generale della Presidenza della Repubblica e dalle Camere del Parlamento.

Varie tipologie di pignoramento.

maggio 3rd, 2012

Un column article sulle varie tipologie di pignoramento.

Oggi parliamo di debiti in scadenza, pagamenti, protesti e tanto altro.

In particolare entriamo nell’ ambito dei pignoramenti che sono una problematica molto diffusa in Italia e accentuata dal periodo di crisi in cui viviamo.

Innanzitutto è necessario distinguere fra vari tipi di pignoramenti: il pignoramento mobiliare, il pignoramento immobiliare e il pignoramento presso terzi. Le tre tipologie di pignoramento hanno un unico scopo, che è quello di prendere soldi dal debitore insolvente.

Tutto ha inizio in seguito all’atto di precetto che è un atto con cui incomincia l’espropriazione forzata di un bene a seguito della notifica di un titolo esecutivo e di un debito non pagato.

In seguito a ciò il giudice ordina il pignoramento e l’esproprio forzato del bene.

La differenza tra le prime due tipologie di pignoramento (pignoramento mobiliare e immobiliare) e quello presso terzi è semplice: nei primi due casi viene pignorato un bene, nel pignoramento presso terzi viene pignorato un credito.

Praticamente nel pignoramento presso terzi vengono espropriati dei crediti del debitore verso terzi o beni mobili del debitore che si trovano presso terze persone.

Possono essere classificati dei pignoramenti presso terzi, le pensioni, gli stipendi e qualsiasi bene di proprietà di chi si è fatto il debito. Possono essere disposte chiusure di conto corrente da parte del giudice e altre forme cautelative.

Il precetto del pignoramento presso terzi è notificato sia al debitore che alla terza parte, la quale è convocata dal giudice per dichiarare “di quali cose o quali somme” il terzo e’ debitore o si trova in possesso.

Il precetto intima alla terza parte di non disporre delle somme e dei beni dovuti senza ordine del giudice.

Debiti: le tempistiche di pignoramento.

I tempi del pignoramento poi non sono così veloci, a differenza di ciò che accade nei paesi della comunità europea: si parladi 90 giorni dalla notifica del precetto, ma i tempi possono aumentare notevolmente se il debitore non si fa trovare e non risponde alle comunicazioni dell’ufficiale giudiziario.

Inoltre per la vendita dei beni pignorati passeranno almeno altri 6 mesi, ma questa valutazione cambia in base all’ufficio giudiziario in cui avviene il pignoramento.

In più possono allungarsi ancora di più i tempi se il debitore fa l’uccel di bosco (scappa e non si fa trovare), in questi casi le conseguenze del protesto possono essere anche molto più pericolose per chi ha contratto un debito.

Saldo e stralcio e crediti inesigibili.

maggio 3rd, 2012

Che cos’è un credito inesigibile?

Per chi vuole recuperare credito è di fondamentale importanza il concetto di credito inesigibile. Un credito diventa inesigibile quando le possibilità di recuperare i soldi dati in prestito sono tendenti allo zero.

Esempio di credito inesigibile:

L’ istituto di credito X offre alla società Y un’ apertura di credito (affidamento bancario) pari a 50.000 Euro, la società fallisce, i soci sono nullatenenti o spariscono e la banca non ha alcuna possibilità di recuperare i soldi dati in prestito.

La banca in questo caso cercherà in tutti i modi di riavere indietro i soldi prestati e lo farà con:

- richieste di ipoteche a parenti e genitori del debitore;

- proporre un piano di pagamento del debito rateale;

- garanzie accessorie richieste come firme e fidejussioni;

- prestito cambializzato al debitore;

- intimidazioni di pagamento e ingiunzioni al cliente;

Transazione novativa in una situazione di credito inesigibile e di saldo e stralcio.

In un’ ipotesi di accordo extra-giudiziale del debito, come può essere la procedura di saldo e stralcio, in giurisprudenza è fondamentale il concetto di transazione novativa.

La transazione di novativa, a differenza della transazione semplice che è molto frequente ed utilizzata nelle prassi di recupero crediti, va a sostituire il contratto firmato precedentemente tramite nuove disposizion e dunque per intero la controversia, tramite un accordo specifico tra le parti (che si suole chiamare novazione).

La transazione novativa si può configurare anche in difetto di un’espressa manifestazione di volontà delle due parti che hanno firmato il contratto.

Per ciò che riguarda invece le garanzie che accompagnano il rapporto precedente e dunque antecedente alla novazione , mentre nella transazione tradizionale esse sopravvivono all’ accordo in questione nella transazione, e si estendono al nuovo rapporto contrattuale, nella transazione novativa non sono più valide, a meno che si cita espressamente una riserva delle parti nel nuovo contratto di novazione.

L’ aumento progressivo delle sofferenze bancarie e dei debiti.

aprile 24th, 2012

Debiri e sofferenze bancarie in netto incremento nel 2012.

Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente aumentano le statistiche del debito. Le insolvenze, le morosità e le rate non pagate vanno pari passo con la crisi e a soffrirne sono tutti i cittadini, anche quelli “insospettabili” che in tempi non lontani onoravano prontamente i pagamenti e non ritardavano neanche di un giorno il pagamento del mutuo in scadenza.

Lo scenario ad oggi è cambiato, i centralini delle banche sono sempre occupati e le telefonate dei funzionari bancari contattano con insistenza i morosi e gli “uccelli di bosco”.

L’aumento dei tassi di insolvenza è principalmente relativo ai prestiti personali (+18,3%) e ai mutui ipotecari (+26,3%). Le altre tipologie di credito come prestito al consumo, carte di credito,carte revolving e prestiti aziendali segnano dei parametri inferiori alla norma rispetto agli anni precedenti.

Secondo la stima i cittadini che onorano i debiti sono per lo più al centro nord con l’eccezione della Basilicata.

In un periodo di crisi come questo sono necessari dei provvedimenti del governo a sostegno delle famiglie in difficoltà, e il decreto di sospensione e congelamento delle rate del mutuo dettato dai Tremonti Bond (nel 2009) cade a puntino per evitare un forte allarme socio economico e un’ apprensione diffusa dei cittadini che si trovano immersi nei debiti senza previsioni di un futuro roseo.

Sofferenze bancarie in aumento, la qualità del credito peggiora.

I prestiti bancari alle piccole e medie imprese aumentano al pari dei mutui immobiliari ad ambito familiare che segnalano il più grande incremento dagli ultimi tre anni.

Tutto sembra dimostrare una situazione economica e debitoria dei cittadini italiani “tutta rose e fiori” visto che nessuno, soprattutto i media e i giornali da spazio alla notizia delle sofferenze bancarie in aumento.

Ma la realtà dei cittadini è ben diversa e solo leggendo attentamente le stime si può notare quanto la nostra società sia “malata” dal punto di vista economico e creditizio.

Secondo le stime dell’ Associazione Bancaria Italiana tutti i bilanci bancari sono in grave crisi con il macigno di inestimabile portata dei 71,2 miliardi di Euro di sofferenze “sul groppone” degli istituti che dunque hanno in mano dei crediti fermi.

Parlando in soldoni di cifre esatte l’ aumento delle sofferenze bancarie è imputabile ai fattori di disoccupazione, cassintegrazione e diminuzione dei consumi ed è pari al + 37,5% rispetto agli anni precedeti.

La statistica esatta parla di un +19,4 miliardi di Euro di sofferenze in più rispetto al 2009, 2010.

Considerando il fattore “iceberg” della crisi, il numero delle sofferenze è destinato a salire anche per l’ anno 2013 con una ripartenza della qualità del credito che si verificherà non prima di fine 2014.

Una causa delle insolvenze è data dal gioco d’azzardo, in particolare scommettere ad alcuni giochi come gratta e vinci, totocalcio, roulette e blackjack, non è utile alle tasche degli italiani.

In Italia il debito pro-capite più basso dell’ Europa.

aprile 24th, 2012

In Italia il debito pro capite più basso d’ Europa.

Proprio la scorsa settimana mentre leggevamo un noto quotidiano nazionale ci cascava l’occhio su una notizia tanto curiosa quanto importante: gli italiani sono il popolo con meno prestiti in Europa.

Rispetto ad Eurolandia, un cittadino italiano ha in linea di massima meno debiti, mutui, prestiti e finanziamenti e questo è certamente un dato su cui riflettere.

Questa differenza rispetto al resto dell’ Europa non è data dalla stretta all’accesso al credito operato dalle banche italiane (meno prestiti e finanziamenti per paura del rischio d’insolvenza) ma dalle caratteristiche di risparmiatori degli italiani.

Siamo infatti considerati da tutta Europa un popolo di formiche, mettiamo da parte soldi per periodi di magra, non li spendiamo, li investiamo, li disinvestiamo a piacimento e non amiamo rischiare in maniera imprenditoriale.

Se avanzano 500 Euro dallo stipendio li mettiamo in banca.In alcune regioni d’Italia il culto al risparmio è una prerogativa degli anziani da insegnare ai più giovani.

Rispetto ai vicini paesi d’Europa gli italiani fanno i conti “meglio”, fanno un registro di entrate e di uscite mensili,piuttosto che chiedere un prestito alla banca si rivolgono ad un amico, o ad un parente.

Per questo motivo l’Italia è meno soggetta rispetto agli altri paesi d’ Europa allo scoppio di una bolla immobiliare o di una crisi bancaria e dell’erogazione dei mutui.

Statistiche debito pro-capite nel 2012 in aumento.

Potreste leggere dai giornali delle notizie discordanti riguardo le nostre considerazioni, ma preferiamo piuttosto che fare terrorismo mediatico infondere un pò di ottimismo ai nostri lettori che si trovano ogni giorno alle prese con bollette, mutui e pagamenti di ogni genere.

In ogni caso nel corso degli ultimi anni le statistiche del debito pro-capite sono in netto aumento rispetto agli anni passati, questo a causa dell’ aumento delle insolvenze e delle morosità sui mutui prima casa.

A breve nella sezione “Notizie Debiti”, vi aggiorneremo su queste importanti statistiche e informazioni che sono il “termometro” dell’ economia italiana.

 

Statistiche Debiti Gennaio 2011.

aprile 24th, 2012

Abi: in aumento le sofferenze nel mese di Gennaio 2011.

Come di consueto vi riportiamo i dati statistici che sono diffusi mensilmente dall’ Associazione Bancaria Italiana a riguardo delle sofferenze degli istituti di credito.

Secondo il rapporto dell’ Abi sono in crescita le sofferenze bancarie dall’ inizio dell’ anno 2011.

In particolare nel mese di Gennaio 2011 le sofferenze sono state pari a 85 miliardi di euro, una somma maggiore di ben 7 miliardi di Euro rispetto a Dicembre 2010 e 25 miliardi di Euro in più in relazione a Gennaio 2010.

Per ciò che concerne le sofferenze nette la cifra risultata nella statistica è pari a 46,8 miliardi di euro, con un incremento di 382 milioni di Euro rispetto al mese di Dicembre del 2010.

In relazione al mese di Gennaio 2010, le sofferenze sono aumentate del +38,6% , con un incremento degli impieghi pari a 13 miliardi di Euro.

La statistica dimostra quanto l’ iceberg del debito sia ancora “inesplorato” e nel 2011 la bolla delle sofferenze e delle insolvenze è pronta a scoppiare.

A Gennaio aumenta il debito delle Amministrazioni Pubbliche.

Ancora delle notizie economiche negative dal punto di vista del debito delle amministrazioni pubbliche in Italia, con la statistica di Gennaio 2011 divulgata dalla Banca d’Italia che non lascia adito a scenari veramente pessimi per questa branca della finanza del nostro paese.

Secondo le rilevazioni del Bollettino Statistico il debito della pubblica amministrazione in Italia è aumentato di 36,7 miliardi rispetto al mese precedente e ha raggiunto la somma incredibile di 1.879,9 miliardi di Euro.

A questo incremento di debito delle Amministrazioni Pubbliche si aggiunge il fabbisogno relativo al mese di Gennaio 2011 che è pari a 2,1 miliardi di Euro.

Per fortuna invece sono in aumento le entrate tributarie e fiscali per le casse dell’ erario con un notevole +6,4% rispetto a Gennaio 2010 (la somma in più è pari a 1,8 miliardi di Euro).

In ogni caso l’ aumento indiscriminato del debito delle amministrazioni pubbliche rispetto allo stesso mese di Gennaio 2010 è pari al 4,9% (+89,1 miliardi di Euro).

Aumentano i fallimenti in Italia nel 2011.

aprile 24th, 2012

Imprese: boom di chiusure e fallimenti nel 2011.

Nel corso degli ultimi anni eravamo a conoscenza della difficile situazione finanziaria delle imprese italiane, che soprattutto nel meridione soffrono notevolmente i vari aspetti della crisi economica, della tassazione ingente e della criminalità organizzata.

Queste gravi “pendenze” a carico degli imprenditori del sud sono una vera spada di Damocle e rappresentano l’anticamera del fallimento, della bancarotta o della chiusura controllata.

Secondo la statistica indecente rilevata dalla Confcommercio, nel corso del 2011 più del 40% delle imprese hanno chiuso nel Sud.

I dati sono infatti la sottrazione del numero di nuove aperture e di chiusure rispetto allo stesso periodo del 2010, un valore che è stato rilevato in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate.

Lo scenario peggiore si registra in Campania, mentre anche la Puglia e la Sicilia (anche grazie alla grandezza del territorio e al numero di abitanti) sono in prima linea.

In queste tre regioni si rilevano il 75% di tutte le chiusure nel Sud Italia.

In particolare sono in netto aumento fra gli imprenditori i prestiti con cambiali e con titoli di debito, anche a causa della sempre maggiore mancanza di denaro liquido.

Siamo in attesa delle nuove statistiche riguardanti del 2012, che dalle prime proiezioni sembra ancora peggio dell’ anno appena trascorso.

A Febbraio 2011 cala il debito pubblico italiano.

Buone notizie dall’ economia italiana con le rilevazioni sul debito pubblico divulgate dalla Banca d’Italia qualche mese fa e che dimostrano una diminuzione della somma debitoria delle famiglie del nostro paese.

La statistica è stata divulgata da Bankitalia nel classico Supplemento al Bollettino della Banca d’Italia che riguarda la sezione sulla Finanza pubblica.

Nel dettaglio, nel mese di Febbraio 2011, il debito pubblico italiano ha dimostrato un calo notevole rispetto al mese di Gennaio 2011.

In particolare mentre nel mese di Gennaio la rilevazione del debito pubblico italiano era risultata pari a 1.879,935 miliardi di Euro, il mese di Febbraio ha segnato una diminuzione al rate di 1.875,965 miliardi di euro.

Si tratta della prima discesa da molti mesi dopo che nel periodo di Gennaio 2011 il debito pubblico italiano ha toccato il suo record storico.

Che cos’è il pegno?

aprile 23rd, 2012

Il Pegno.

Torniamo a parlare di garanzie reali, scrivendo in questo articolo la definizione di pegno che andrà a far parte della nostra lista di articoli sui Debiti, nell’ apposita sezione del nostro sito.

In passato abbiamo più volte parlato delle garanzie reali, spiegando il concetto di pegno e di banco dei pegni in un altro articolo del nostro blog, che comunque risulta molto interessante per i nostri amici cittadini.

Il contratto di pegno è regolato dall’ articolo 2784 del codice civile e sta ad indicare un diritto reale di garanzia.

Il diritto di pegno rappresenta dunque la garanzia che il debito verrà estinto tramite il pagamento del pegno (garanzia di adempimento).

Oggetto del Pegno.

Può essere oggetto del contratto di pegno un bene mobile (dunque non immobile), che può essere un oggetto di valore, un mobile di pregio, un quadro, un anello d’oro, un orologio, ma anche titoli di stato, azioni etc.

Cosa accade in caso di mancato pagamento del debito?

Il creditore ricorre al giudice, chiedendo la vendita dell’ oggetto del pegno oppure anche chiedere che venga data a lui medesimo come onoramento del debito.

Il creditore non può appropriarsi indebitamente dell’ oggetto del pegno a meno che non venga emesso un provvedimento da parte del giudice, oppure senza l’ autorizzazione del debitore. Appropriarsi dell’ oggetto dato in pegno significherebbe dunque per il creditore passare dalla ragione al torto.

Nelle settimane scorse abbiamo avuto modo di trattare nel nostro diario quotidiano riguardante il mondo dei soldi,dei prestiti e della finanza dell’ipoteca che per la banca è una garanzia sull’immobile.

Oggi parliamo del pegno che come l’ipoteca fa parte dei diritti di garanzia.

In particolare il pegno è un diritto di garanzia su una cosa appartenente al debitore.Ad esempio può essere oggetto del contratto di pegno o una somma di denaro (garanzia pecuniaria) o beni mobili ed immobili come ad esempio autovetture o abitazioni.

Il contratto di pegno è valido nel caso venga sottoscritto da entrambe le parti,debitore e creditore e che venga consegnato al creditore assieme al bene che si vuole sottoporre a pegno.

Dopo la consegna avviene lo spossessamento dell’oggetto del pegno,dal debitore al creditore.Quest’ultimo può custodire o depositare l’oggetto,ma non può farne uso fino alla relativa chiusura del debito.

Se il debitore paga il credito garantito, il creditore dovrà restituirgli la cosa data in pegno.
Se non paga, il creditore, dopo avergli intimato di pagare, può vendere il bene tramite un’asta giudiziaria a ciò autorizzata o chiedere al giudice che essa gli venga assegnata in proprietà.

Come richiedere il bonus per l’ elettricità?

aprile 23rd, 2012

Come richiedere il bonus elettricità per i cittadini.

Questo column article è di vitale importanza per i nostri amici consumatori, soprattutto per coloro che versano in condizioni di grave difficoltà economica.

Parliamo infatti del bonus elettricità per le famiglie disagiate, in cosa consiste, chi può richiederlo e per quali importi può essere accettato a favore dei clienti che effettuano la domanda.

Cos’è il bonus elettricità ed è attivo anche per il 2012?.

E’ un provvedimento introdotto nel 2010 dal governo Berlusconi insieme ai comuni italiani che rappresenta un incentivo per le famiglie più deboli al fine di garantire loro un risparmio economico non indifferente sulla bolletta elettrica relativa al periodo 2010. Esso è previsto anche in caso di “disagio fisico provocato da malattia” che costringe il paziente ad apparecchiature elettiche e mediche essenziali per il mantenimento in vita. L’ attuale governo non ha previsto un incentivo per il bonus per l’anno del 2012 anche se la normativa è molto “ibrida” a riguardo

Chi può richiedere il bonus elettricità?

L’ incentivo è previsto per tutti i cittadini italiani che abbiano un contratto di fornitura elettrica, sulla propria abitazione di residenza con potenza di 3 kw con numero di familiari fino a 4 e con potenza 4,5 kW con numero di familiari superiore a 4.

Inoltre il nucleo familiare deve avere queste caratteristiche:

- indicatore isee non superiore a 7.500 Euro;

- nucleo familiare con più di tre figli a carico e ISEE non superiore a 20.000 Euro;

- famiglia con un malato grave che necessita di cure mediche mediante apparecchi elettronici per i sostentamento (senza limiti di potenza e di residenza).

I massimali per il bonus elettrico sono 56 Euro per una famiglia di 1-2 persone, 72 euro per nuclei famiiari di 3-4 persone , 124 euro per nuclei con più di 4 persone e 138 Euro per persone con gravi problemi di salute.

Come richiedere il bonus elettrico.

Tramite la modulistica nel sito Autorità per l’ Energia elettrica ed il gas da presentare al comune o ai centri di assistenza fiscali (CAF).

Carte di Credito Revolving, attenzione a queste forme di debito pericolose.

aprile 23rd, 2012

Carte di Credito Revolving, attenzione a queste forme di debito pericolose.

Siamo arrivati anche al periodo dei ponti del 25 Aprile e del 1 Maggio con un calo dei consumi, molto più basso rispetto al 20% dello scorso anno, ma che segna comunque uno stato di sofferenza di tutti i mercati che sono in crisi, tranne per ciò che riguarda i beni di lusso che hanno addirittura segnalato un incremento rispetto al 2011.

Insomma chi era povero ora è sempre più povero, chi era ricco diventa sempre più ricco.

Ma le famiglie italiane che non hanno soldi a disposizione,pur di non mancare ad un’ intrigante vacanza si indebitano fino al collo,scendono a compromessi con banche ed istituti finanziari pagando lo scotto con interessi altissimi.

E’ il caso delle carte di credito revolving,famigerate e pericolose,di cui avevamo già parlato proprio qualche giorno fa in questo articolo.

Il meccanismo delle carte revolving è semplice,si compra un bene si paga tot e si utilizza il fido della carta di credito e si rimborsa con tassi assurdi, vicini ai tassi usurari, a volte si paga anche il 20% di interessi.

La necessità di denaro liquido contante porta pure a questo,ma vi consigliamo di stare attenti,altrimenti rimarrete “fregati” da questo strumento economico che è veramente poco ortodosso.

Altre forme di prestito pericolose sono la cessione del quinto dello stipendio, una delle prime tipologie di prestito trattate nel nostro blog in numerosi articoli.

Lo scenario della cessione del quinto dello stipendio è questo: al pensionato o al lavoratore dipendente serve del denaro contante, il prestito più comodo è la cessione del quinto perchè viene trattenuto direttamente dalla banca alla fonte e non necessita di ipoteche o garanzie.

Simpatico e utile se non fosse per i spaventosi tassi d’interesse,che arrivano anche al 17%,al limite dei tassi soglia e senza volerlo mettono in ginocchio il consumatore,divenendo dei prestiti che sono pericolosi e veramente inutili per il risparmio quotidiano.