Protesto

Protesto di una cambiale (o cambiale protestata).

In questo articolo andiamo ad arricchire la nostra guida sulle cambiali e in particolare parliamo del protesto di un effetto cambiario.

Il protesto di una cambiale è dunque l’immediata conseguenza del mancato pagamento di un effetto cambiario.

La legge dice che il creditore (portatore o possessore della cambiale) deve dimostrare il rifiuto da parte del debitore di pagare la cambiale.

Ciò accade quando la cambiale va in scadenza, quando viene domiciliata in banca e non avviene il pagamento.

Successivamente il debitore consegna la cambiale ad un Pubblico Ufficiale che certifica la levata di protesto.

Chi è autorizzato ad effettuare la levata di protesto?

Sono i Notai, gli Ufficiali Giudiziarie Segretari Comunali , i pubblici ufficiali che possono a norma di legge certificare la levata di protesto.

Il protesto viene reso noto tramite l’atto pubblico alla Camera di Commercio nel Bollettino dei protesti cambiari.

Dopo l’avvenuto protesto, il creditore tramite il suo legale potrà procedere al recupero del credito in maniera esecutiva, senza necessità di un decreto ingiuntivo, ma subito con la notifica dell’atto di precetto al debitore.

Che cos’è la levata di protesto?

A seguito della scadenza della cambiale, dopo circa 9 10 giorni il notaio redige la levata di protesto, la quale non è altro che un documento (su carta o informatico) che riporta l’elenco mensile dei protesti emessi.

I nomi dei protestati dunque sono consegnati al Rip direttamente dal notaio che verifica l’insoluto ed emette la levata di protesto.

I nominativi saranno inseriti per la durata di 5 anni dalla emissione del protesto e consultabili dai terminali della camera di commercio.

I nominativi sono contrassegnati nel dettaglio con tutti i dati a disposizione del notaio quali data e luogo di nascita del protestato, domicilio del creditore e del debitore, codice fiscale del protestato.

La levata di protesto crea dei notevoli problemi per il cittadino in termini di richiesta di ulteriori nuovi finanziamenti e anche a causa di una diminuzione del merito creditizio.

Le principali conseguenze della levata di protesto sono infatti un provvedimento giudiziario di recupero del credito e un’ iscrizione nel registro informatico dei protesti.

Si potrà accedere nuovamente al credito una volta che è stato saldato il pagamento della cambiale, mentre per quello che riguarda il merito creditizio succede che gli istituti di credito possono fare problemi per eventuali garanzie, fidejussioni prestate e altre linee di credito aperte dal protestato.

Come cancellare il protesto di una cambiale?

In caso di mancato o ritardato pagamento di un effetto cambiario oppure di emissione di un assegno senza la necessaria provvista può accadere che il notaio effettui la levata di protesto con conseguenze molto negative per il debitore.

Infatti questa situazione può comportare sia l’ iscrizione al Registro Informatico dei Protesti (RIP) che il crollo del merito creditizio che può comportare la negazione di mutui e prestiti futuri ai debitori segnalati.

L’assenza della possibilità di richiedere nuovo credito alle banche è una questione di rilevanza fondamentale e l’unico modo per essere cancellati dal Registro e dunque poter accedere a nuovi finanziamenti è pagare il debito, ovvero l’importo della cambiale o dell’ assegno protestato.

La legge italiana afferma che è possibile essere cancellati dal registro informatico con una semplice attestazione di pagamento, una normativa che tutela il debitore dal 2000, ma solo se il debito viene saldato entro un anno dal protesto.

Vediamo infatti cosa accade in tutti i casi.

Se la cambiale scaduta viene pagata entro un anno dal protesto sarà sufficiente inviare un’ istanza di cancellazione alla Camera di Commercio competente che provvederà a cancellare (se sussistono i presupposti) entro venti giorni il nominativo dal Registro Informatico dei Protesti. La prerogativa è che nell’ anno in corso non sono stati maturati ulteriori protesti.

Se la cambiale scaduta è pagata dopo un anno dal protesto sarà necessario ottenere la “riabilitazione” che però può essere accordata solamente dal Presidente del Tribunale di competenza.

Come evitare il protesto di una cambiale.

Una volta che una cambiale risulta scaduta la prassi è che la banca consegna la cambiale all’ufficio protesti del notaio e dalla scadenza del titolo di solito passano 10-11 giorni fino al protesto.

E’ molto importante pagare la cambiale nei tempi di scadenza (entro la data di scadenza o entro il protesto) altrimenti si viene iscritti nel registro informatico dei protesti (RIP) che non è altro che l’elenco accessibile a chiunque di tutte le persono che sono state protestate.

L’ iscrizione nel registro informatico dei protesti determina un crollo del merito creditizio e dunque della possibilità di richidere ulteriori prestiti e finanziamenti in un arco di tempo predeterminato.

A seguito del protesto viene notificato l’atto di precetto e il protesto della cambiale ha titolo esecutivo nel senso che è possibile sin da subito eseguire il pignoramento dei beni intestati al debitore.

Dunque è fondamentale se non vitale riuscire ad evitare in tutti i modi il protesto di un effetto cambiario che può causare delle conseguenze gravi per la vostra reputazione e per la vostra finanza personale.

I modi per evitare il protesto di una cambiale sono numerosi e qui di seguito vi presentiamo una lista per effettuare il pagamento o per procrastinare all’ ultimo minuto:

– chiedere il rinnovo al creditore, è questo il metodo più consigliato ovvero parlare con il beneficiario della cambiale e rinnovarla per il mese successivo in modo da riuscire a racimolare il denaro necessario.

– pagare una parte del debito, in contanti e rinnovare la parte restante (comprensiva di interessi) per scadenze successive.

– aprire un fido bancario e pagare la cambiale, se si ha il merito creditizio, ma non la disponibilità economica è la situazione più indicata per uscire da una brutta situazione.

– aprire una linea di credito con cessione del quinto dello stipendio, sicuramente il modo meno favorevole a causa degli alti tassi d’interesse di queste tipologie di prestiti, ma comunque consigliata in caso di obbligato pagamento.

In ogni caso prima di pagare bisogna valutare alcune cose importanti, perchè in alcuni casi potrebbe essere consigliato addirittura non effettuare il pagamento della cambiale.

Si tratta di situazioni estreme, ma che possono essere indicate a tipologie di persone che non hanno alcun interesse a procedere con il pagamento del debito.

Puoi leggere il nostro articolo “Quando non è consigliato pagare una cambiale” per ulteriori approfondimenti.

Come evitare il pignoramento in seguito al protesto di una cambiale?

Le possibilità di recuperare il credito per il creditore sono strettamente connesse alla situazione patrimoniale del debitore nel senso che se egli possiede poco o nulla è impossibile pignorare dei beni e dunque si perde il denaro prestato.

Il pignoramento è un titolo esecutivo dunque non si va per vie legali e non occorre più un giudice, a meno che la parte debitrice non faccia opposizione, in quel caso si instaura una nuova attività legale e dunque il recupero del credito è molto più lento.

Sono pignorabili tutti beni di proprietà del debitore o quelli in suo possesso.

Ogni accordo transattivo è possibile, ciò dipende dalla disponibilità e dalla ragionevolezza del creditore che piuttosto di andare in contro a noie o spese legali può permettere al debitore di rientrare (dilazionare, in tempi più lunghi).

Il pignoramento ed ipoteca per debiti fiscali.

Per ciò che concerne debiti di carattere fiscale, il rischio maggiore per il mutuatario e/o per il cittadino italiano e la trascrizione di ipoteca giudiziale involontaria. Vi spieghiamo nel dettaglio qual’è la procedura.

A seguito del ricevimento di una cartella esattoriale (riceverete un plico dall’Agenzia delle Entrate, con una raccomandata verde, con le sanzioni che vi vengono contestate), se non farete ricorso entro 60 giorni e se la cartella esattoriali non ha vizi di forma, l’Ufficio delle Entrate darà il via alla procedura di recupero del credito e lo farà tramite una società di recupero crediti.

Chiaramente questa cosa può avvenire dal momento in cui voi non procedete al pagamento del debito scaduto.

L’ipoteca giudiziaria può essere una procedura cautelativa, che per somme superiori a 10.000 Euro può essere anche esercitata in maniera preventiva.

Per somme inferiori a 10.000 Euro, solitamente viene effettuata una richiesta di “invito al pagamento”.