Recupero del credito di una cambiale.

Recupero del credito di una cambiale.

Problemi relativi al recupero crediti di un cittadino che non possiede nulla.

Oggi discutiamo di una vera e propria problematica per il creditore, che rappresenta un vero e proprio fattore di rischio per colui che deve riscuotere un credito.

Parliamo del debitore nullatenente, ovvero di colui che non dispone di beni mobili ed immobili intestati a suo nome e dunque non può onorare in alcun modo il debito contratto con il creditore.

Per queste categorie di persone, cittadini nullatenenti, neanche lo Stato e l’Agenzia delle Entrate può pretendere il recupero del credito, se non fino ad un quinto dello stipendio (pignoramento del quinto dello stipendio).

Infatti il fatto di non possedere nulla rappresenta una vera e propria arma a proprio favore, non avendo nulla di pignorabile, attaccabile e sequestrabile.

Cosa può fare in questi casi il creditore?

Il creditore, in caso di insolvenza, non può attaccarsi a nulla, per questo prima di prestare dei soldi si devono avere le giuste garanzie dalle persone che da un momento all’altro possono non onorare più il debito contratto.

Le garanzie reali vanno richieste prima di concedere il prestito e vanno corredate da contratti firmati da entrambi le parti con iscrizioni di ipoteche a favore del prestatore di denaro, oppure con la firma di titoli di credito come cambiali e assegni.

Ma attenzione! In alcuni casi neanche la firma di cambiali e di assegni potrebbe bastare, considerando che in ogni caso il cittadino dal momento in cui ha contratto un debito può disfarsi in qualunque momento del suo patrimonio

Dunque se un pensionato, o un dipendente statale, da un giorno all’altro non ha nulla intestato e non riesce più a pagare i debiti, egli risponderà solamente per un quinto del suo stipendio, visto che per legge nessuno può impedire al datore di lavoro ( o all’ente o società pubblica) di versare al debitore i soldi necessari per la sopravvivenza.

Cosa succede se il debitore è nullatenente?

Possono essere pignorati solamente dei beni mobili presenti nell’abitazione e dunque nel luogo di residenza in cui il debitore vive e in quel caso il debitore deve dimostrare che i beni a sua disposizione non sono di sua proprietà.

Ciò diventa un vero e proprio problema nel caso che il creditore deve riscuotere una somma molto alta dal debitore e non possiede le garanzie per vantare il recupero del credito.

In ogni caso è necessario valutare bene la situazione legale per vedere se è possibile pignorare altri beni nascosti come eventuali usufrutti, redditi da stipendio o da canoni d’affitto.

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