La cambiale è un titolo esecutivo.

La cambiale è un titolo esecutivo.

E’ un titolo di credito ovverouna forma di pagamento scritta (ad esempio un effetto cambiario o un assegno bancario) che consente al beneficiario di riscuotere un debito (in caso di mancato pagamento) senza evitando di fare prima un normale decreto ingiuntivo, una cosa non da poco considerando i tempi biblici del sistema giudiziario italiano.

Avere in mano un titolo esecutivo firmato dal debitore è fondamentale perchè consente al beneficiario di un titolo (assegno o cambiale) per esempio di ottenere subito un atto di precetto per la riscossione immediata del credito.

In parole povere per ottenere subito indietro il denaro prestato l’atto di precetto da tempo dieci giorni al debitore per procedere con il pagamento, onde evitare il pignoramento dei beni mobili e immobili, nonchè di stipendi, pensioni e tutto ciò che è intestato a suo nome.

In definitiva, se prestate del denaro utilizzate le cambiali, che permettono una più veloce riscosione del debito nel caso i debitori facciano i “furbetti”.

Quando la cambiale è un titolo esecutivo.

In questa sezione continuiamo la nostra carrellata di articoli sulle cambiali ed in particolare trattiamo dell’ esecutività degli effetti cambiari.

La cambiale, come l’assegno bancario, rappresenta a tutti gli effetti un titolo esecutivo e dunque soggetto a protesto.

Ciò significa che la cambiale soggetta a protesto è di per se un titolo esecutivo, tramite il quale il creditore può agire in maniera diretta per tutelare i suoi interessi.

La cambiale è nella maggior parte dei casi un titolo esecutivo.

Il titolo esecutivo è pari alla somma pagata e dunque soggetta al protesto.

Se il debitore non ha pagato una parte, l’azione esecutiva della cambiale da parte del creditore potrà essere effettuata solo per la somma non pagata e dunque soggetta a protesto.

Il creditore ha comunque diritto a ricevere:

– la somma non pagata per la cambiale;

– la mora e gli interessi al tasso Euribor dalla data di presentazione;

– spese per il protesto e spese secondarie.

In alcuni casi la cambiale non è più un titolo esecutivo, ad esempio quando l’effetto presenta dei vizi di forma, come la data della cambiale, la mancata firma, la presenza di bolli e contrassegni telematici successivi alla data di scadenza.

In tutte queste situazioni la cambiale perde la sua esecutività e il patrimonio del debitore non può essere aggredito direttamente con l’atto di precetto, ma si passa per il decreto ingiuntivo.

Quando la cambiale non è più un titolo esecutivo.

Ci sono alcuni casi in cui la cambiale non è più valida come titolo esecutivo, una di queste possibilità è il difetto sul bollo dell’ effetto cambiario.

Ricordiamo cos’è il bollo di una cambiale. Il Bollo è parte integrante di una cambiale e va inserito direttamente dietro l’effetto, per l’importo pari al 12 per mille della cambiale stessa.

In questi casi specifici di difetto del bollo la cambiale non è più un titolo esecutivo, questo sta ad indicare che per riscuotere il credito non è più possibile agire direttamente con l’atto di precetto, ma si deve passare prima per il decreto ingiuntivo.

– Calcolo in difetto dei bolli, non viene accettata in sconto dagli istuti di credito e per il creditore non è più possibile agire tramite ufficiale giudiziario per la notifica dell’ atto di precetto.

– Data del bollo successiva alla data della cambiale, anche questo è considerato un difetto, perchè il bollo deve essere inserito contestualmente alla firma dell’ effetto stesso, dunque lo stesso giorno.

– Vidimazione del contrassegno telematico successivo al giorno della cambiale, in questa situazione la cambiale non è un titolo esecutivo ma può essere riscossa tramite decreto ingiuntivo.

– Sentenza di un giudice, in caso di disconoscimento di firma o situazioni tramite cui le cambiali non risultano “incassabili a norma di legge.

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